La stagione eroica

Legare gli album a mano è – tra tutte le cose che amo fare – quella che preferisco. Prendere due pezzi di cartone pressato e trasformarle in quello che conterrà immagini importanti è una specie di magia che avviene sotto i miei occhi… la testa guida, il cuore indica dove, le mani eseguono: così inizia la corsa per la stagione eroica, quella che non si sbroglia più sotto il sole ma tra le mura sicure di una stanza che esplode creatività, che a volte è fatta di colori brillanti e altre, come oggi, di questi semplici tenui toni che mi hanno condotto verso questi sposi già due anni fa. 
album legato a mano
Per realizzare questo album quadrato che misura 26 cm di lato ho usato una risma di cartoncino da 250 gr e dello spago intrecciato di marca Wiler, del cartone strutturale pressato da 2 mm per le copertine, del tessuto di lino. Gli strumenti utilizzati sono pochi e di uso comune: un cutter, ago e filo, forbici per stoffa, colla a base vinilica (io ho usato la Colla Nuovo dalla quale ormai non mi separo più!), una pieghetta, del nastro biadesivo, un punch border di Marta Stewart.
Per prima cosa ho stampato su ogni pagina le iniziali di Luca ed Emy, gli sposi che già due anni fa avevo avuto il piacere di accontentare nel realizzare per il loro matrimonio partecipazioni e bomboniere.
Dopo aver decorato delle strisce dello stesso cartoncino Craft con il punch border le ho piegate a metà e le ho forate in tre punti che mi sono serviti per far passare più facilmente ago e filo e ho fissato le singole pagine.
Successivamente ho tagliato con il cutter il cartone pressato e l’ho foderato con il tessuto di lino creando così una copertina con una costola laterale sufficientemente grande per ospitare l’insieme delle pagine anche quando saranno decorate con le fotografie. Ho decorato la parte frontale con le iniziali degli sposi e due rametti fustellati e deciso di non ancorare l’album alla copertina legandolo come spesso faccio ma fissando l’ultima pagina al fondo: questo mi ha permesso di lasciare la costola in vista e distribuire bene il peso delle pagine che, legate con un filo molto leggero, avevano bisogno di un maggiore rinforzo.
Eccola qui la bici a tandem che ha accompagnato fin dall’inizio il matrimonio di Luca e  Emy, un simbolo che al di là delle mode è sempre visto come il concretizzarsi di qualcosa che esce dalla dimensione fisica di una strada per trasformarsi in un mezzo che gli sposi possono usare per andare assieme incontro alla vita, perché no, godendosi il paesaggio!
Ed è così che in una mattina di tarda estate, lungo le rive di un lago scintillante, è iniziata quella che parafrasando Aligi Sassu mi piace definire la stagione eroica di questi due sposi.
“Da ragazzo correvo in bicicletta. Era la mia stagione eroica, adoravo il fruscio delle gomme leggere sull’asfalto, l’odore acre di fumo, di bagnato, di terra che assorbivo, la testa incassata nelle spalle, chino sul manubrio attraverso i paesi, le campagne, gli acciottolati sconnessi di volata. Le salite allora erano polverose ed estenuanti sotto il sole. Solo chi ha lungamente lottato sulle strade può comprenderne tutta la poesia.”
E voi che ne pensate? avete una stagione eroica da immortalare e conservare per sempre tra cartone e lino?

Grazie per essere stati ancora una volta con me, vi saluto e vi dico a presto: è una promessa! Valentina

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